Organizzare una festa di compleanno per bambini

Tavolo dei dolci allestito all'aperto per una festa di compleanno

La prima cosa che sorprende chi organizza il compleanno del figlio è il conto delle persone. Diciotto bambini invitati diventano quaranta persone in casa. I genitori restano, i nonni passano a salutare, qualche zio si ferma. Quasi tutto quello che segue nasce da qui.

Sono cose imparate ospitando queste feste. Buona parte vale anche se la festa la fai a casa tua.

Le settimane prima: sapere quanti siete

Prima ancora degli inviti si decide dove farla. Per quel pomeriggio ti ritrovi responsabile di bambini che non sono tuoi. I genitori te li affidano e tu senti il peso di restituirli tutti alla stessa ora, interi. Per questo il posto deve essere chiuso al pubblico. Casa tua va benissimo. Un locale che durante la festa resta aperto a chiunque no, perché non puoi controllare chi entra mentre stai badando a quindici bambini.

Manda l'invito presto, anche sei settimane prima. Il numero degli invitati decide tutto il resto: quanto cibo ordinare, quante sedie servono, se lo spazio basta. Con le risposte che arrivano tre giorni prima non hai più il tempo di cambiare niente.

Se vuoi capire quanti si presenteranno davvero, ne abbiamo parlato qui: quanti invitati si presentano davvero a una festa.

Sull'invito scrivi anche l'ora di fine. Due o tre ore bastano, tre e mezza è il massimo. Oltre quel punto i bambini si stancano e la festa si sfilaccia da sola.

E se nella classe di tuo figlio c'è un altro bambino che compie gli anni nello stesso periodo, valuta di festeggiare insieme. Succede più spesso di quanto immagini, perché in una classe i compleanni si ammassano. Le famiglie si mettono d'accordo e dividono le spese in parti uguali. Viene fuori una festa più grande e più allegra della somma delle due. Ciascuno paga la metà, o un terzo se siete in tre.

Le amiche si offrono di portare qualcosa, di dare una mano con gli addobbi, di occuparsi della torta. Accetta volentieri. Però il piano deve reggere anche se quel giorno una di loro non arriva.

Gli aiuti saltano soprattutto quando arrivano dalle persone più care, per ragioni sempre banali. Se l'aiuto riguarda un dettaglio va benissimo. Se ci hai costruito sopra mezza festa, quel pomeriggio lo passi a rincorrere.

L'ora prima: prepara te stessa, poi la sala

Vestiti prima di sistemare la sala.

Una volta una mamma stava sistemando gli ultimi dettagli in sala, ancora in tenuta da lavoro. È arrivata un'ospite in anticipo, l'ha trovata così e si è offerta di aiutarla a sistemarsi i capelli in bagno. Non si conoscevano granché. Sono rimaste a disagio tutte e due.

Se si fosse vestita prima, quella stessa ospite l'avrebbe trovata che sistemava il buffet. Sarebbe stato un momento qualsiasi.

Il cibo mettilo fuori dieci o quindici minuti prima dell'orario. Non di più. Con troppo anticipo si asciuga. Con troppo poco il primo che arriva trova i vassoi ancora coperti.

Sulla torta una parola, anche se si decide molto prima. Diverse mamme hanno smesso di ordinarla e sono passate ai cupcake, uno per bambino con qualche scorta. Venti bambini, venticinque cupcake. Niente momento del taglio e nessun bambino che resta senza. Spesso si spende anche meno.

Il ghiaccio compralo tu. È l'unica cosa che ti conviene proprio non delegare. Se resta in carico all'amico di un amico arriva a metà pomeriggio. Nel frattempo bevono tutti tiepido. Altri errori dello stesso tipo li abbiamo raccolti qui: quattro errori che rovinano una festa.

I primi venti minuti: il buffet che nessuno tocca

Apri, la gente entra, il buffet è pronto. Non lo tocca nessuno. Passano cinque minuti, dieci, venti. Tu guardi i vassoi ancora pieni e cominci a pensare di aver sbagliato qualcosa.

Non hai sbagliato niente. Nessuno vuole essere il primo a servirsi, soprattutto fra genitori che si conoscono poco. Più passa il tempo, più diventa difficile.

Si risolve quando qualcuno che gli altri riconoscono prende un piatto e si mette lì accanto al tavolo, a mangiare e a chiacchierare. In una delle feste ospitate qui ci siamo messi in due, la mamma del festeggiato e chi seguiva la serata per la villa. Da quel momento il buffet ha funzionato da solo.

Se la festa la fai in casa, quella persona sei tu.

I regali, il momento più delicato

Se tuo figlio ha due, tre o quattro anni, pensaci bene prima di aprire i regali davanti a tutti.

Gli altri bambini vedono i giocattoli nuovi e li vogliono toccare. Il festeggiato li ha ricevuti cinque minuti prima e non ha nessuna intenzione di condividerli. Da lì al pianto generale passa poco.

Dai cinque anni in su il problema si attenua da solo, soprattutto se prima gli spieghi come comportarsi. Mostrare che ogni regalo gli piace e non far ingelosire gli amichetti.

Al posto dei regali aperti in mezzo a tutti, funziona meglio un piccolo pensiero per ogni bambino invitato.

Non deve costare niente. A quell'età i bambini vogliono soprattutto sembrare grandi. Quello che abbiamo visto funzionare meglio sono gli occhiali da sole per bambini. Si ordinano online una ventina per volta e vengono pochi euro al pezzo. Li mettono subito e non se li tolgono più.

Alcuni genitori ci hanno raccontato che nei giorni dopo la festa li usano per convincere i bambini a uscire di casa.

Mentre la festa gira

Tieni fuori più sedie di quante te ne aspetti. A un diciottesimo non si siede quasi nessuno. Qui gli adulti si siedono quasi subito e ci restano. I nonni non stanno in piedi per tre ore.

D'inverno decidi prima dove vanno i cappotti. Se non lo decidi tu finiscono sulle sedie, che invece servono.

In bagno lascia tre rotoli di carta igienica bene in vista. Con i bambini se ne consuma il triplo. Un genitore che accompagna il figlio e trova il rotolo finito deve scegliere se lasciarlo lì da solo o uscire a cercare qualcuno. È una piccolezza che evita un momento sgradevole a una persona venuta alla festa di tuo figlio.

Da noi il bagno grande è al piano ammezzato, quindi accompagnare un bambino vuol dire cambiare piano. Il ricambio a portata di mano risparmia il secondo viaggio.

E tieni gli alcolici lontani dalle bibite. In villa i frigoriferi sono due e stanno su piani diversi. Uno è solo per le analcoliche. Un cartello non serve a niente. Un bambino che apre il frigo e trova la vodka accanto alla Coca-Cola se ne versa un bicchiere senza pensarci.

Se non hai un DJ, la playlist preparala qualche giorno prima. Metterla insieme a festa cominciata significa pause e ripetizioni, con il telefono in mano invece che fra gli ospiti.

La cosa che conta più di tutte

Qualcosa andrà storto. La torta arriva tardi, un bambino piange, la musica si inceppa.

Se in quel momento tu sei tranquilla, la maggior parte delle persone non se ne accorge nemmeno. Chi se ne accorge lo dimentica prima di uscire.

Se invece ti si vede in ansia, diventi tu il punto verso cui guardano tutti. È quello che si ricordano della festa.

Tutto quello che c'è scritto qui sopra serve a toglierti di mezzo in anticipo le questioni che potrebbero chiederti attenzione mentre la festa è già cominciata, così quel pomeriggio te lo godi anche tu. È il compleanno di tuo figlio.

Quando la casa non basta più

Arriva un punto in cui non è più questione di organizzazione. Se fra bambini, genitori, nonni e parenti si superano le cinquanta persone, in un appartamento non ci stanno né le sedie né i giri che devi fare.

Villa Marittimi la diamo in esclusiva per tutta la durata dell'evento. Giardino e sale interne restano a disposizione di un gruppo solo, senza nessun altro evento in contemporanea. Durante una festa privata la villa resta chiusa al pubblico. L'animatore lo scegli tu: puoi portare il tuo di fiducia oppure rivolgerti a chi ha già lavorato qui, professionisti esterni e non dipendenti della villa.

Se vuoi sapere se una data è libera, scrivici dicendoci il periodo e più o meno quante persone sareste.